Bmw R 25

Categoria:archivio moto

Anno: 1953
Prezzo: Venduta
Documenti: ASI,scheda tecnica
Condizioni veicolo: Vecchio Restauro
bretti
Al termine del conflitto mondiale alla Germania viene imposto di non costruire motociclette di cilindrata superiore a 250 cm³, cosicché nel 1948 la produzione della BMW, riavviata a Monaco-Milbertshofen, riparte con una motoleggera scarna ed essenziale, realizzata per poter essere acquistata da una popolazione in condizioni economiche molto precarie: si tratta della R24 con motore da 250 cm³. Nel 1949 il blocco viene tolto, così la BMW può riprendere la produzione delle sue classiche bicilindriche boxer, iniziando dalla R51/2, una moto che riprende quella della R51 d'anteguerra e che pone le basi per lo sviluppo della successiva produzione BMW. Nel 1951 viene sostituita dalla R51/3, una moto con analoghe prestazioni, ma più moderna e di grande successo commerciale, affiancata dalla R67 di 600 cm³, prodotta in tre serie ed alla quale viene molto spesso applicato il sidecar. Nel 1952 a queste due moto di vocazione turistica si aggiunge la R68, una 600 cm³ di carattere sportivo con 35 CV, la prima BMW di serie in grado di toccare le 100 miglia orarie (160 km/h). Le moto di questo periodo presentano il sistema di molleggio posteriore cosiddetto “a ruota guidata”, introdotto negli ultimi modelli pre-bellici; con questo sistema il perno della ruota posteriore può scorrere verticalmente tra il braccio superiore ed inferiore del telaio. La forcella anteriore è di tipo telescopico. Nel 1955 la BMW rinnova completamente la propria gamma. I nuovi modelli turistici sono la R50 e la R60, rispettivamente di 500 cm³ e 600 cm³, mentre la versione sportiva è denominata R69 e di fatto prosegue il percorso sportivo iniziato dalla R68, della quale ha eguale potenza con maggiore velocità massima. Cambia completamente il sistema di sospensioni: all'anteriore viene montata una forcella di tipo Earles, dal nome del suo ideatore, una sospensione a disegno triangolare che migliora il comfort di marcia; posteriormente viene introdotto il forcellone oscillante, dove il perno della ruota posteriore è fissato all'estremità del braccio inferiore del telaio e questo è agganciato al resto del telaio tramite un giunto snodato. Questa soluzione caratterizzerà quasi tutta la produzione mondiale di moto per alcuni decenni e in alcuni casi continua anche nel XXI secolo. Nel 1960 questi modelli vengono aggiornati. Se la R50/2 ha poche modifiche tecniche rispetto alla R50, la R60 aumenta di potenza con la versione R60/2, la R69 viene sostituita dalla R69S (disponibile anche in colorazione bianca con filetti neri), più potente e veloce (42 CV e 175 km/h) e viene introdotta la R50S, versione sportiva di 500 cm³. Questi modelli rimangono in produzione sino alla metà del 1969, tranne la R50S che a causa dei problemi tecnici emersi, viene tolta dal mercato alla fine del 1962. La R60/2 è la moto più venduta di questa serie, con oltre 17.000 esemplari. La produzione di questo periodo, ed in particolare quella della seconda metà degli anni sessanta, trova un buono sbocco commerciale negli Stati Uniti, dove dal 1967 le moto vengono vendute con la forcella anteriore di tipo telescopico. Anche se non a livello ufficiale, gli esemplari destinati al mercato USA vengono di solito identificati dal suffisso US dopo il nome. Per questo mercato, inoltre sono disponibili anche colorazioni diverse dal nero e dal bianco. Fino al 1966, in parallelo a questi modelli la BMW mantiene in produzione le monocilindriche di 250 cm³. Dopo la R24 vengono presentate in successione la R25, prodotta in 3 versioni, la R26 e la R27. A dispetto della poca notorietà di questi modelli, oscurata da quella dei modelli bicilindrici, ma grazie all'economicità che li caratterizza, essi ottengono ottimi risultati di vendita ed in particolare la R25/3, con i suoi 47.700 esemplari prodotti in soli 4 anni (1953-1956), diventa la moto BMW più venduta sino ad allora e lo rimarrà fino al 1999, quando verrà superata da un'altra monocilindrica. Nonostante ciò e per ovvie ragioni di prestigio, la produzione delle monocilindriche rimane poco valorizzata ed anche poco ambita dai collezionisti nei decenni successivi.



Richiedi maggiori info:


Name

E-Mail

Message

I agree privacy law italian Art. 13 DL 196/2003