Bmw R 60/5

Categoria:moto d'epoca

Anno: 1973
Prezzo: 6.650 Euro
Documenti: Olandesi
Condizioni veicolo: Bellissimo Conservato
bretti
Tutto nuovo o quasi: Helmut Werner Bonsch presentò le prime moto di nuova generazione (R50/5 e R60/5) ad una platea di giornalisti il 28 e 29 agosto del 1969 al Motodrom di Hockenheim. Delle vecchie BMW era rimasto ben poco: si trattava sostanzialmente del tradizionale schema con motore boxer bicilindrico a quattro tempi dotato di due valvole per cilindro, comandate da aste e bilancieri e trasmissione cardanica alla ruota posteriore. Ciò che colpì maggiormente l’attenzione fu il telaio completamente ridisegnato: la culla molto ampia, che sui modelli a telaio completamente oscillante si estendeva ancora dal canotto di sterzo fino a quasi all’altezza dell’asse della ruota posteriore, era stata sostituita da un’architettura a doppia culla decisamente più compatta, somigliante non poco alla leggendaria Norton Featherbed, che avvolgeva motore a cambio solo quanto bastava. I due ammortizzatori della tradizionale forcella posteriore a U non erano più fissati al telaio principale, bensì ad un telaietto ausiliario collegato ad esso tramite bulloni, il quale fungeva contemporaneamente da supporto per il sellino e per gli altri componenti del treno posteriore. I vantaggi della nuova architettura erano evidenti: i tubi anteriori della culla, la cui sezione era ampia quanto quella dei telai lunghi adottati finora, la resero decisamente più leggera. La parte posteriore imbullonata, che doveva supportare solo la sella e l’equipaggio, oltre che assorbire le forze trasmesse dai due ammortizzatori posteriori, poteva essere a sua volta realizzata con tubi di acciaio decisamente più sottili, consentendo così di ridurre ulteriormente il peso. Tutte insieme, queste migliorie permisero di ridurre di quasi cinque chilogrammi il peso del solo telaio. La moto da 600 cc della serie /5 fu molto più amata rispetto alla piccola BMW 500, ma a livello internazionale viveva comunque all’ombra della grossa R75/5. Ciò nonostante, fu molto apprezzata soprattutto per gli appassionati di motorismo, rimanendo in produzione per un periodo relativamente lungo. I modelli dell’anno 1972 furono dotati, come novità, di un serbatoio più piccolo, con cromature laterali sui fianchetti, ma gli acquirenti non gradirono molto tali modifiche. I propulsori erano provvisti di alberi motore montati su bronzine, mentre il motorino di avviamento era collocato sopra il blocco motore.  



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