Bmw R 75/5

Categoria:archivio moto

Anno: 1972
Prezzo: Venduta
Documenti: Tedeschi
Condizioni veicolo: Conservato
bretti
La Bayerische Motoren Werke, storica e blasonata casa tedesca produttrice di veicoli di gran pregio, dal gusto classico e dalla meccanica duratura, dopo la fiorente produzione di motociclette, che durò fino alla fine degli anni ‘50 del secolo passato, rischiò, nel decennio successivo, di abbandonar la scena del grande spettacolo delle due ruote. La causa primaria fu sicuramente quella data dal crollo dei bilanci aziendali; quella secondaria, la vetustà delle linee, delle prestazioni e della ciclistica delle moto prodotte, che sicuramente, se non fossero state innovate, la storia della BMW Motorrad sarebbe finita con la mitica ed elegantissima BMW R69/S. Essa, facilmente viene ricordata per la sua bellezza, raffinatezza, eleganza e per aver addirittura superato le moto inglesi quanto a affidabilità e silenziosità, ma non era certo carente di difetti, quali principalmente: la rottura dell’albero motore, una scarsissima stabilità alle alte velocità e la forcella, ormai superata, a bracci oscillanti tipo Earles, sicuramente non adeguata al carattere sportivo del modello. In questa triste e desolante prospettiva, l’asso nella manica fu proprio la neonata famiglia delle “ /5”, che fecero risorgere l’azienda teutonica e le sue sorti. A partire da questi nuovi modelli, la BMW a due ruote, riuscì, proprio con la R75/5, a tener testa alla concorrenza: italiana, della Moto Guzzi “V7 Special”, chiamata dagli appassionati “Bisonte di Mandello”, della Ducati GT 750, della Laverda 750 GT e della rinomata Mv Agusta GT 750; quella britannica, della grintosa Norton Commando 750 Roadster, della Triumph Trident T150 e dell’elegante Bsa 750 Rocket 3 A75; infine la nipponica della scintillante Honda CB 750 Four che, sebbene facesse “tabula rasa” rispetto ad ogni sua concorrente inglese e fosse dotata di ben due cilindri in più e per giunta in linea con gli altri, quanto a gran turismo non riusciva a battere né la tanto amata e nostrana V7 Special, né tantomeno la comodissima tedesca R75/5.







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